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domenica 22 luglio 2012

L'Oriente e l'effetto che fa

Alessandra Rossi tocca argomenti molto belli e profondi,e interessanti assai:
Una volta la nostra prof. di Storia della Cina ci ha detto: "È stato l'Occidente a inventare l'Oriente, l'ha inventato per definire se stesso".
Ho sempre pensato che questa frase fosse una gran figata, ma solo ora mi rendo conto della sua estrema verità.
Cos'è l'Oriente poi? Come possiamo pensare di poter definire una cosa tanto vasta e varia? Ovviamente ha senso solo se paragonato alla nostra società. L'Oriente secondo me non esiste; già solo la differenza tra Cina e Thailandia mi ingloba e sorprende. Sono consapevole di non avere abbastanza esperienza o tempo alle spalle per mettermi a fare analisi, osservazioni profonde o chissà quali monologhi; posso solo dire che io, durante questo breve viaggio, mi sono definita e scoperta un po' di più. Ho scoperto una naturalezza nelle azioni, nei pensieri e nei rapporti con le persone. Qui è tutto così luminoso, spontaneo, semplice, è una sensazione nuova che riesco molto ad apprezzare.

L'Occidente continua a definirsi.

lunedì 16 luglio 2012

Immensa Shijiazhuang

Cronache delle ultime ore di permanenza in Cina, per Rachele e Alessandra. Rachele, poi, ci racconta di Shijiazhuang, o Shijia, per gli amici.
Sono gli ultimi giorni in questa università quasi abbandonata e decadente. Dopodomani lasceremo questa città, attraverseremo ancora una volta Pechino per volare in Thailandia. Aspetto da due anni e mezzo il ritorno a Bangkok, l'attesa è così bella che vorrei non finisse mai, e la paura che non sia come ricordo, come l'ho amata, è gigante. Sarà bellissimo, lo so, ma sono spaventata. 

Cerco di godermi le ultime ore di Cina, ripensando a questi strane settimane. Shijiazhuang è il capoluogo dell'Hebei, la regione di cui fa parte anche Pechino. È una città giovane, nata nel dopoguerra, partendo da un piccolo centro rurale. È immensa, avvolta nello smog che nasconde le cime dei grattacieli, non lascia intravedere stelle e crea una cappa grigia che raramente se ne va. Ci sono dei parchi, ne ho visto uno solo. Grande, pulito, bello. Affollato la domenica di persone di tutte le età, intente a giocare, a cercare un po' di fresco, un po' di natura. Uno degli aspetti che mi piacciono dei cinesi, così come anche di altri popoli asiatici, è che la sera le piazze siano piene di gente allineata in perfetto ordine che balla, fa ginnastica, pattina, a ritmo di musica. Quel pomeriggio al parco, eravamo circondati da persone che giocavano a volano, facevano taiji, e diversi altri sport tradizionali. C'era armonia, tranquillità, anche in una città gigante e trafficata come questa. 

In queste tre settimane siamo state in un palazzo di sei piani, dove all'ultimo ci sono aule in cui la mattina facciamo lezione, e le lavatrici. Gli altri piani sono occupati da camere, la nostra è al piano terra, tra ogni genere di odore della strada e umidità impressionante. Accanto a questo edificio c'è il bar dell'università, dove passiamo le nostre giornate. Siamo gli unici clienti, ed ormai è diventata casa nostra. Di recente è stato aperto il nuovo campus universitario, questo spiega perché sia quasi inquietante girare di sera nei corridoi e nella zona circostante. Sembra seriamente il set di un film dell'orrore, soprattutto se con pioggia e nebbia.L'altro giorno, la squadra Italia-Corea ha sfidato in un acceso 3 vs 3 la Cina a basket. Due divertenti ore di gioco, io unica ragazza nel raggio di chilometri. Anche se capivo poco e niente di quel che mi dicevano, i tre cinesi mi han fatta ridere fino alle lacrime, strategia per rubarmi la palla. Il mio corpo soffre ancora, ma ho segnato ben sei punti, incredibile.Avrei voluto raccontare meglio cosa c'è qui, ma la febbre, la stanchezza, la tristezza di partire, non me lo concedono, non stasera, nell'unico momento di calma che ho trovato.

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martedì 10 luglio 2012

Beijing con gli occhi

Il report di Rachele Meazza sul week end trascorso a Beijing con Alessandra e altre due persone:
Venerdì pomeriggio, con i nostri zainetti in spalla, siamo partiti in quattro alla scoperta di Pechino. L'avevo già attraversata in bus appena scesa dall'aereo per andare in stazione, ma l'immensa stanchezza e il buio mi avevano impedito di capire che tipo di città stesse correndo fuori dal finestrino. Beijing è immensa. E come ogni grande città, piena di gente. Se poi si parla di città cinese, diventa ancora più piena. 
Grazie al nostro fiuto anti turismo e posti finti, abbiamo scovato un ottimo ostello, vicino a piazza Tiananmen. Piccolino, struttura in legno, piccolo cortile interno, lanterne rosse appese ai soffitti, stradine cinesi intorno. Una meraviglia. Sabato mattina, sveglia praticamente all'alba, e via, verso la Grande Muraglia. Avevamo optato per Jinshanling, uno dei punti meno battuti da turisti e venditori ambulanti. Non si capisce la maestosità della Muraglia finché non la si vede. Le foto non rendono, i racconti nemmeno. Il primo tratto era stato ristrutturato e c'erano poche altre persone, è bastato camminare per un paio di chilometri per non trovare più nessuno, la Muraglia quasi abbandonata, e solo noi, arrancanti tra una torre e l'altra. C'era foschia, si vedevano le colline circostanti e questo serpentone in pietra che continuava ondeggiante sulle creste. Ci fermavamo in silenzio a contemplare il panorama, ognuno perso nei suoi pensieri, con un sorriso commosso sul viso.  

lunedì 9 luglio 2012

La vista da qui

Rachele e Alessandra sono state a Beijing nel week end, e sono state anche sulla Wanli changcheng, la Grande Muraglia, patrimonio dell'umanità dal 1987 e una delle sette meraviglie del mondo moderno. Qui una foto, mozzafiato:


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giovedì 5 luglio 2012

Di zanzare, di raffreddori e del perché un secchio può rivelarsi indispensabile

Suvvia, non sempre si possono scrivere cose serie. Quindi:
Ecco che il Grande Mostro Aria Condizionata miete la prima vittima, etciù. Qui in Cina, come in molti altri paesi, si passa dal forno esterno, al frigo interno. E io, etciù, ci ho lasciato quel briciolo di salute instabile che avevo. Oggi (lunedì, ndr) primo giorno di lezioni. Uhm, uhm. Non capisco assolutamente niente, come previsto. Coraggio, coraggio. Dopo l'ennesimo pisolino, affronto i libri e inizio a studiare come si deve. Etciù. [Lachele laffleddata]
Ci sono le zanzare tigre. E poi quelle cinesi, maledette:
Sport preferito da straniere in Cina: ammazza la zanzara. Rachele 5 vs Alessandra 5. La partita si fa avvincente. In camera ci sono cadaveri spappolati ovunque, bottino di guerra. Un 'ghe sboro' ci sta tutto" [Rachele e Alessandra divorate]
Piove, mano ai secchi!
Ieri sera ha piovuto tantissimo e molto violentemente, tanto che il bar dell'università ha avuto un blackout, si è allagato e noi svuotavamo i secchi pieni d'acqua. [Alessandra furiosa]
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mercoledì 4 luglio 2012

Tieniti forte

Al parco di Shijiazuhang Alessandra e Rachele hanno trovato qualcosa di molto particolare (e poco usuale dalle parti di qui). Dietro al suo copricapo si nasconde una bambina, che si tiene forte forte:

Bambina trasportata da questo carretto con bambola elettrica al parco. Non fa paura?
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COS'È 'STA COSA?

domenica 1 luglio 2012

Questi esseri strani

Rachele e Alessandra, inutile dirlo, sono le "straniere":
Eravamo sedute fuori da un Mc Donald con insegne in cinese, aspettando due amici che poi non abbiam trovato, quando un ragazzo cinese si è avvicinato dandoci il biglietto da visita. È arrivata anche una ragazzina, volevano semplicemente conoscere le straniere, esseri strani. Mezz'ora di conversazione saltando dal cinese all'inglese. Cose che succedono con normalità in Cina.
Nella foto, una bambina si è avvicinata felice di vedere volti con i tratti occidentali:



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sabato 30 giugno 2012

Stendenti i panni

Cose da non sottovalutare: Alessandra e Rachele ci spiegano come si possono stendere i panni a Shijiazhuang:
In Cina i panni si stendono così. Ho steso anche la Rossi (nella foto, chiaramente stesa, ndr), 1-0 per me, si torna sul ring. In realtà, non possiamo permetterci il lusso di uno stendino (anche perchè inesistente) e Madre Natura è tanto gentile con noi.

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Quando si è lontani da casa

Non crediate che la partita Italia-Spagna di domani salti, in Cina: Rachele Meazza dice che è in programma un raduno di italiani, e che:
Oggi c'è il sole e inizia a sentirsi il caldo. Saltiamo pasti come saltar la corda, il nostro stomaco è ancora in subbuglio. Diventeremo trasparenti ad andar avanti così. Siamo una decina di studenti di Ca' Foscari, facciamo gruppo, e mi sento un po' meno disorientata. C'è in programma un raduno di italiani per seguir la finale domani sera, a me non è mai importato nulla di calcio, ma quando si è lontani da casa nasce il senso di spirito nazionale. Qui in Cina non c'è nessun divieto di fumare in luoghi pubblici, è una cosa abbastanza inconcepibile per noi, e ci si affumica come scamorze. Ma la cosa a cui non ci abitueremo mai è il continuo sputacchiare. Nei piatti al ristorante, sui gradini, per terra, al supermercato. Ovunque. Il dormitorio dove stiamo è abbastanza decadente, quando siamo arrivate ci ha preso lo sconforto, ieri ci siamo armate di Mr Muscolo tarocco e ripulito tutta la nostra cameretta da cima a fondo. Ora è abitabile. Avventura di stamattina: affrontare una lavatrice con comandi solo in cinese, non si sa bene come, ma ce l'abbiamo fatta. Un'altra delle grandi imprese quotidiane, è attraversare la strada, anche sulle strisce. È pieno di biciclette e macchine che guidano apparentemente senza nessun senso logico. E per la prima volta, mi capita di essere in un paese dove il clacson viene veramente usato in tutta la sua potenza. Si potrebbe dire che i cinesi strombazzano almeno tanto quanto sputacchiano. Lunedì mattina iniziamo le lezioni, a quanto pare danno parecchi compiti da fare, quindi passeremo i pomeriggi in biblioteca a studiare..dai che è la volta buona che imparo il cinese! Dalle poche notizie trapelate, avremo classi di Taiji e calligrafia. Il dormitorio dove siamo è il centro di studi Sino-Italici, trovare cinesini che parlano italiano è divertente, immagino come appaia il nostro stentato cinese a loro. Mi concedo un pisolino, sono ancora scombussolata dal viaggio, ma conoscendo la mia natura di bradipo, ci metterò del tempo a riprendermi. 再见!

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Fino a che non arrivi in Cina

Alessandra Rossi ci spiega bene le tappe del loro viaggio, quello che hanno visto e quello che faranno:
Siamo arrivate giovedì sera dopo una serie di peripezie, viaggio di 30 ore. Milano-Dubai, Dubai-Pechino. Dall' aereoporto di Pechino abbiamo preso un pullman fino alla stazione ovest (西 北京火车站), dove abbiamo preso un treno; dopo due ore e mezza siamo finalmente arrivate Shijiazhuang (石家庄), abbiamo preso un taxi e dopo aver girovagato per parecchio tempo sotto la pioggia abbiamo trovato il nostro dormitorio.
Le condizioni erano abbastanza pessime: sporco e anche abbastanza puzzolente (ma si sa che io sono schizzinosa). Bè ci siamo fatte una doccia e siamo andate a letto.

Sai quando dicono che i cinesi sono tanti? Bè non te ne puoi fare un'idea fino a che davvero non ci arrivi in Cina. Sono tantissimi, sono ovunque, riempiono ogni spazio vivibile possibile e sono anche molto kitsch. Sputano per terra nei luoghi pubblici come se niente fosse e fumano ovunque, anche all'interno, nei bar e nei ristoranti.
 
Oggi è uscito il sole, c'è un caldo e un'umidità allucinante. La città è grande e oggi è veramente bella.

I cinesi mi stanno sempre tanto simpatici. Lunedì iniziamo i corsi e questo weekend dovremmo andare a Pechino.

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Per la seconda volta

Rachele e Alessandra sono già arrivate a Shijiazhuang, in Cina, dove passeranno tre settimane per poi riprendere il viaggio e dirigersi in Thailandia. Ieri in città il cielo era grigio e pioveva. Le prime impressioni di Rachele, che non si è lasciata sfuggire un modo di fare locale molto particolare:
Eccomi, finalmente in Cina. Nonostante occhiaia fino alle ginocchia, febbre sul labbro che non se ne va più, qui va tutto bene. Per la seconda volta, l'Oriente mi ha conquistata. È più forte di me, mi sento quasi a casa. Una precedente vita, l'ho passata sicuramente da queste parti. Però, tra Cina e Thailandia, vince assolutamente la Thailandia, per il momento. I cinesi scatarrano per terra in maniera orribile. E sono veramente tantissimi. Seguiranno aggiornamenti migliori. Baxi e struchi a tutti.


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